LA NUOVA ALIMENTAZIONE

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Cosa vuoi dire essere grassi e cosa vuoi dire ingrassare
Il grasso del nostro corpo è contenuto per una percentuale elevatissima in cellule specializzate, gli adipociti o cellule adipose. Se si osserva al microscopio la parte bianca del prosciutto, si vede che essa è costituita da tante cellule tonde, le une vicine alle altre, come gli acini di un grappolo duva. Gli adipociti si trovano sotto la cute, nel tessuto sottocutaneo; quando si ingrassa, è come se ciascuna cellula si gonfiasse un po’, dal momento che aumenta il suo contenuto in grasso, in particolare in trigliceridi . È per questo motivo che, quando si ingrassa, il plicoinetro, lo speciale calibro che è utilizzato per eseguire la plicoinetria (vale a dire la misurazione che consente di conoscere la percentuale del grasso corporeo di un individuo), indica che lo spessore della pelle è aumentato. Aitri adipociti si trovano nell’addome. È per questo che chi è molto grasso soprattutto se uomo ha l’addome prominente. Il grasso contenuto nell’addome è il più pericoloso poiché produce sostanze che favoriscono l’infiammazione e il manifestarsi di molte malattie, come l’infarto, i tumori eccetera.
Il fattore che scatena l’ingrassamento è l’elevarsi dei livelli dell’insulina nel sangue, determinato dall’innalzamento della glicemia che, a sua volta, dipende soprattutto dall’avere consumato cibi e bevande ad alto indice glicemico, per esempio una lattina di coca o/e un’abbondante quantità di riso o di patate.
Quando si alza l’insulina, infatti, molte molecole di essa si legano ai recettori che si trovano sulla superficie degli adipociti. Questo fa sì che la membrana degli adipociti lasci entrare le molecole del glucosio (derivate dalla coca. dal riso o dalle patate). Esse vengono poi trasformate in altri trigliceridi (ossia in grasso) da parte degli enzimi che si trovano negli adipociti stessi. In altre parole, ogni volta che l’insulina supera un certo livello, inevitabilmente si ingrassa.
Nei bambini e nei ragazzi, il fatto di prendere spesso lattine di bevande dolci e di mangiare abitualmente patatine e merendine, non soltanto fa aumentare il grasso del corpo, ma provoca altresì l’aumento considerevole del numero degli adipociti. Tale aumento si manterrà per tutta la vita con effetti molto negativi per la salute.
Cosa vuoi dire “dimagrire”
Si può perdere peso perché si suda e, dunque, ci si disidrata. Ma l’organismo disidratato è soggetto a disturbi e malattie; ogni volta che si perde sudore, dunque, è bene restituire l’acqua e i sali all’organismo. In ogni caso, perdere acqua non vuoi dire dimagrire. Dimagrire significa soltanto una cosa: perdere grasso. Molte diete fanno perdere acqua; e, soprattutto, fanno perdere massa magra, ossia prevalentemente massa muscolare; dunque fanno diventare deboli e flaccidi. Se si seguono i principi della strategia alimentare Zona, invece, si perde soltanto grasso, vale a dire si dimagrisce e basta.
Si tenga presente che non si può dimagrire con le pomate, i massaggi, o le applicazioni di caldo in una certa parte del corpo o sul corpo intero. Il dimagrimento si ha soltanto quando negli adipociti avviene la lipolisi, ossia quando una molecola di trigliceridi si scinde nelle quattro molecole elementari che lo costituiscono (una di glicerolo e tre di acidi grassi) e che possono così uscire dall’adipocita stessa e andare là dove saranno consumate. Se si corre o si pedala a lungo, con la lipolisi (che proprio l’attività fisica scatena, attraverso certi cambiamenti ormonali) si rendono disponibili acidi grassi che vengono consumati dai muscoli.
Trasgressioni
Come si è detto più volte, l’alimentazione Zona può diventare uno stile di vita e il benessere che ne deriva è il più prezioso alleato della nostra salute. Ma. . .errare è umano e le tentazioni della cucina possono essere a volte irresistibili: non possiamo escludere, così, trasgressioni o cedimenti. Qualche volta, poi, risulta impossibile seguire la Zona perché non si hanno fonti appropriate a disposizione. In genere le “sbandate” dalla retta via si manifestano come un generico eccesso di cibo, oppure com un’abbuffata di carboidrati sotto forma di pastasciutte, paste al forno, dolci eccetera. In entrambi i casi l’effetto ormonale è lo stesso: eccesso d’insulina. La conseguenza sono i tipici malanni da “sbronza” d’insulina, cioè sensazioni di affaticamento, gonfiore, annebbiamento mentale a cui non era più abituato chi segue la Zona. Non è uno stato piacevole, anche se probabilmente era molto familiare prima di cominciare la Zona. Cosa succede se siamo usciti dalla Zona? Nulla, o quasi. È come cadere dalla bicicletta: ci si rialza e si riparte già dal pasto successivo, come dice il Dottor Sears. Anzi, il biochimico americano invita addirittura ad un’abbuffata mensile, a scopo dimostrativo, per ricordare l’importanza del cibo: saranno le sensazioni che si proveranno successivamente a convincere del suo potere sul proprio benessere.
L’importanza di un’integrazione con gli Omega 3
Gli acidi grassi Omega 3 non sono una novità. Alcune decine di anni fa, del resto, veniva dato ai bambini l’olio di fegato di merluzzo, del quale i meno giovani ricordano ancora il cattivo sapore. Oltre ad altre vitamine liposolubili, esso conteneva anche gli Omega 3. L’utilità di queste sostanze, in ogni caso, era stata scoperta molto tempo prima. Oltre 70 anni fa, infatti, era stato evidenziato che esistevano alcuni acidi grassi “essenziali”, vale a dire con una struttura molecolare che, esattamente come quella delle vitamine e di alcuni aminoacidi, non può essere fabbricata dal nostro organismo; proprio per questa ragione qualche studioso parlò anche di “vitamina F”, dall’iniziale della parola “fat” (grasso in inglese). Si trattava di acidi grassi che avevano un doppio legame nella posizione 3 e, rispettivamente, nella posizione 6 a partire dal metile terminale; per questo vennero denominati “acidi g~ssi Omega 3” e “acidi grassi Omega 6”. Questi ultimi sono di solito presenti in abbondanza negli alimenti che vengono consumati abitualmente e, dal momento che fra Omega 3 ed Omega 6 è bene che ci sia un equilibrio, è un grave errore prenderne un’ulteriore quantità con l’integrazione. Sono soltanto gli Omega 3 che è bene assumere con regolarità.
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